lunedì 30 dicembre 2019

Terzo commissariamento - La vecchia sinistra Alpignanese gongola.


Andrea Oliva - Sindaco di Alpignano
Una parte della politica alpignanese è precipitata a pratica usurante, dissipatrice di certezze nonché ad inconcludenza.

Lunedì 23 dicembre si è tenuto l'ultimo Consiglio Comunale dell'anno, ma anche l'ultimo di questa legislatura, in quanto parte dei Consiglieri di maggioranza Pierpaolo Barbiani, Cristina Bertello, Giacomo Bosio, Giulia Bruno, Gino Cipriano, Marina Mallen e separatamente Francesco Talarico, tutti membri dell'associazione culturale "Laboratorio delle idee", uniti a quattro componenti di minoranza Gianni Da Ronco e Leonardo Tucci per Alpignano Democratica, Renato Mazza e Roberto Voerzio per Articolo Uno, hanno presentato le proprie dimissioni, facendo, di conseguenza, cadere l'attuale Amministrazione.

Diventa difficile comprendere una scelta, quale essa sia, che si compia per mero opportunismo da una parte, quella di una rediviva opposizione, o l'incapacità di una quota di maggioranza di mettere da parte i propri ego, dissapori e divergenze che ora accompagnano la realtà evidente di un commissariamento.

Partendo dal presupposto che l'azione portata avanti rientra tra le funzioni di ciascun Consigliere, colpisce la tempistica con la quale i medesimi si siano attivati; infatti, solo qualche giorno prima era stata avanzata al Sindaco Andrea Oliva, una mozione di sfiducia che avrebbe dovuto essere discussa al primo Consiglio Comunale di gennaio.
Al contrario, durante il Consiglio Comunale di lunedì 23 Dicembre, concluse le votazioni di cui ai punti dell'o.d.g., è stata data lettura delle comunicazioni di dimissione.
E' opportuno evidenziare che i suddetti Consiglieri avevano provato a dimettersi lunedì 16 dicembre non approvando così nemmeno il bilancio da loro stessi redatto; tentativo fallito malamente e pertanto rinviato al Consiglio Comunale del 23 c.m..

Tralasciando le dichiarazioni dei Consiglieri di maggioranza ed opposizione, colpiscono le parole del Sindaco Andrea Oliva in merito alla questione A.s.l. / Movicentro.

L'ex Assessore Giovanni Brignolo, a posteriori della decisione di consolidare il trasferimento dell'A.s.l. presso il Movicentro e firma del protocollo di intesa già valutato in Consiglio, con una email trasmessa alla Giunta, manifestava la sua contrarietà all'intesa, dichiarando la sua visione del Movicentro come sede di polo culturale e pertanto la sua posizione sarebbe stata quella di un trasferimento dell'A.s.l. anche fuori dal territorio Alpignanese.
Un atto per noi incomprensibile e di difficile spiegazione e accuratezza nei confronti delle fasce deboli ed anziani Alpignanesi, che dovrebbero in tal caso recarsi a Rivoli, Pianezza o Venaria per i più banali esami clinici come il prelievo del sangue.
E' inoltre doveroso ricordare che sulla questione A.s.l., a maggio 2018, Alpignano Democratica ed Articolo Uno, con un comunicato accusavano il Sindaco Andrea Oliva di non prendere posizione in merito nonché il Direttore Generale dell'A.s.l. TO3, Dott. Flavio Boraso, reo, secondo loro, di aver rilasciato solo comunicati stampa.
Altresì su proposta di questi due gruppi di minoranza, nell'estate 2018 venne proposta e svolta una raccolta di oltre 1.500 firme portata avanti da un comitato di cittadini e protocollata in Comune con la richiesta all'Amministrazione di intervenire per non perdere i servizi del poliambulatorio; nel mentre il Sindaco, già dal 2017, era in trattativa continua con l'Assessore alla Sanità Antonino Saitta. (Articolo Cintura Ovest).
Anche noi come M5S insieme ai nostri Consiglieri Regionali abbiamo contribuito, recandoci con il Dott. Davide Bono presso il Movicentro ed il poliambulatorio nonché proponendo lo spostamento di quest'ultimo al Movicentro, soluzione che sarà portata avanti anche dal Sindaco e dal Dott. Boraso (Articolo Cintura Ovest), grazie anche all'intervento di Francesca Frediani con un'interrogazione in Regione.

Profonde e gravi sono state, altresì, le parole dell’intervento del Presidente del Consiglio, Toni Pennisi in merito al "Castello Provana". << ...l'architetto Tamara Del Bel Belluz ha condotto ultimamente il tavolo di consultazione/concertazione con i missionari e con il Koelliker per la trattativa "Castello"..>>, non richiedendo mai la partecipazione di Pennisi che, considerata la sua posizione di Presidente del Consiglio, avrebbe dovuto essere informato e costantemente aggiornato per relazionare, a tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza, l'evolversi dei lavori (cosa si saranno detti in quelle riunioni che il Presidente del Consiglio comunale non poteva o doveva sentire?).

Detto questo, ci preme sapere invece perché i consiglieri di maggioranza che hanno firmato la mozione di sfiducia, non abbiano atteso il prossimo Consiglio comunale per affrontare seriamente e non con una pantomima la discussione e come giustificano tutta questa fretta di lasciare Alpignano commissariata per la terza volta in quindici anni.

Chiediamo anche spiegazione delle parole contenute nella loro mozione di sfiducia “Che l'operato del Sindaco Andrea Oliva si viene a caratterizzare sempre più per gravi inadempienze ai più elementari dettami di correttezza e trasparenza politico-amministrativa, in particolare verso il Consiglio Comunale e verso la stessa propria maggioranza, non comunicando né condividendo alcune decisioni anche importanti;” per cui quali sarebbero queste "gravi inadempienze" e soprattutto, in tal caso, perché non sono state denunciate nel momento in cui si sono manifestate.

Quesiti ai quali oggi nessuno intende rispondere, ma che, se avessimo atteso la discussione al Consiglio comunale di Gennaio, sarebbero stati obbligati a dare riscontro.

Chiediamo ai Consiglieri dei due gruppi di minoranza Gianni Da Ronco e Leonardo Tucci per Alpignano Democratica, Renato Mazza e Roberto Voerzio per Articolo Uno perché NON abbiano lavorato al tavolo per decidere la migliore soluzione per i cittadini Alpignanesi in merito al Poliambulatorio A.s.l. insieme alla maggioranza, minoranza od altre forze politiche non presenti in Consiglio comunale, ma siano invece corsi a sostegno di quella parte di maggioranza, con cui NON hanno mai voluto collaborare per il bene della città, firmando con loro la mozione di sfiducia e trascinando tutti i cittadini Alpignanesi nel baratro del commissariamento.

Tutto questo potrebbe avere delle ricadute anche sul C.I.S.S.A., Consorzio Intercomunale Servizi Socio Assistenziali, poiché, con il commissariamento del Comune di Alpignano, insieme a quello di Venaria, potrebbe diventare difficoltoso nominare il nuovo Consiglio di Amministrazione, con inevitabili ripercussioni sui servizi. Il commissariamento, infatti, avrà tra le sue conseguenze anche la perdita della presidenza, carica oggi ricoperta dal Sindaco Andrea Oliva.

In conclusione è fondamentale avere il coraggio di portare avanti le proprie scelte e non assumere comportamenti irresponsabili e dannosi o politiche del contrasto a tutto senza ipotesi alternative. Non c’è niente di peggio di un’Alpignano con enormi possibilità delusa da anni di politica che non ha mai saputo valorizzarne le aspettative ed ora per la terza volta in 15 anni commissariata, con conseguente malumori e disaffezione politica.

La governabilità è data dai numeri di un gruppo coeso, di un gruppo di persone che hanno come unico obiettivo quello di realizzare un progetto sulla città che i cittadini hanno scelto come proprio futuro, un futuro condiviso.

Il fallimento di un’amministrazione non è mai motivo di esaltazione, ma evidentemente qualcuno non aspettava altro, considerate le foto di consiglieri sorridenti e soddisfatti sugli scalini del Comune in attesa del  prossimo commissariamento (Articolo LaStampa).

Diversamente da loro, noi non abbiamo nulla da festeggiare e continueremo per la nostra strada augurandoci di non incontrare arrivisti o voltagabbana ma uomini e donne.

1 commento:

  1. Intervengo per la parte che mi tira in ballo, ma avrò altre occasioni anche per raccontare i precedenti che spiegano quanto accaduto. Lo faremo sui nostri canali. Per ora raccolgo la vostra citazione del Pennisi ma consiglio di essere prudenti a fare insinuazioni sulla mia attività di confronto con il koellikwr, attività per la quale sono stata designata dal mio gruppo politico al completo, che per ben due volte ha confermato il mio ruolo di interlocutore. In entrambe le occasioni il presidente del consiglio non ha opposto obiezioni. Ho presenziato a due incontri con l'istituto: al primo con Maria Luigia d'Abbene, al secondo con l'arch. Titonel. Di entrambi esiste accurato verbale, arrivato nelle mani del Pennisi e di Oliva. Pennisi non ha mai posto l'istanza di relazionare ai gruppi consiliari. Purtroppo non ero presente in consiglio comunale per cui se veramente il Pennisi ha espresso tali considerazioni l'ha fatto senza contraddittorio, per gettare ombre sul mio operato, tali credo da avallare la altrimenti inspiegabile decisione del sindaco, che non ha in realtà nessuna ragione politica ma personale.

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