venerdì 18 maggio 2012

Firma la petizione No CIDIU

Firma la petizione No CIDIU



Nel 1998, è stato realizzato l'impianto di compostaggio di Borgaro Torinese, costato intorno ai 20 milioni di euro di soldi pubblici: chiuso nel 2007 per i miasmi malsani provocati da una gestione non corretta della frazione organica dei rifiuti.
Dopo due anni dalla chiusura dell’impianto di compostaggio di Borgaro, nell’ottobre 2009, amministratori pubblici illuminati, hanno inaugurato l’impianto di compostaggio Punto Ambiente di Druento (basato sullo stesso processo adottato per l’impianto chiuso di Borgaro), che tra realizzazione e perdite di esercizio è costato circa 30 milioni di euro della collettività, e chiuso ad aprile 2012 per i miasmi malsani provocati da una gestione non corretta della frazione organica dei rifiuti.
50.000.000 di euro di soldi pubblici impiegati per produrre puzza!!! Non è una barzelletta, è la realtà!!!... e la preoccupazione diffusa, anche se ormai niente è più abbastanza scandaloso da sorprenderci ed indignarci, è che si avveri il fatidico “non c’è due senza tre!”. Bisogna agire il prima possibile, e in attesa del pronunciamento della magistratura sull’ennesimo sperpero di denaro pubblico, il Movimento 5 Stelle chiede ai Comuni aderenti al Consorzio CIDIU di prendere posizione sulla scandalosa vicenda, e sull’inadeguatezza del servizio di gestione dei rifiuti, limitando le competenze dello stesso CIDIU alla sola gestione della discarica di Cassagna. I Comuni, singolarmente o in sinergia di due/tre, dovranno quindi impegnarsi ad intraprendere un percorso di sviluppo, basato sulla gestione locale dei rifiuti recuperabili, attraverso la realizzazione di “parchi per il recupero delle risorse” rappresentati da impianti di piccola taglia e a filiera corta, in grado di produrre posti di lavoro, reddito da destinare a servizi sociali, energia rinnovabile.
Il criterio di scelta delle amministrazioni pubbliche locali dovrà essere in linea con il principio stabilito dalle normative europee, definito BATNEEC (Best Available Technology Not Entailing Excessive Cost), che significa semplicemente: individuare la migliore tecnologia col miglior rapporto costi/benefici. Vale a dire il comportamento del buon padre di famiglia.
Punto di partenza per una gestione ottimale del rifiuto, è la raccolta differenziata, che ormai in molte amministrazioni, piccole e grandi nel mondo, arriva a superare il 70%, ed è destinata ad aumentare ulteriormente con l’applicazione della strategia nota a livello mondiale come “RIFIUTI ZERO”, secondo la quale il rifiuto attualmente non riciclabile deve essere riprogettato dalle stesse industrie che lo producono. E cosa si farà con il 30% del rifiuto, non recuperabile, in attesa che si riduca nel tempo, fino a scomparire? Lo si smaltirà nella discarica di Cassagna.
L’applicazione di questa strategia di sviluppo, rende evidente l’inutilità del termovalorizzatore (… o cancrovalorizzatore). Altri centinaia di milioni di euro buttati, e probabilmente, un altro tassello di un unico disegno politicoaffaristico: mandare in crisi il sistema di gestione dei rifiuti urbani tramite la realizzazione di impianti inutili come Punto Ambiente, per poter garantire gli enormi quantitativi di rifiuti necessari ad alimentare il MOSTRO DEL GERBIDO… ma questa è un’altra storia!!!

Nessun commento:

Posta un commento